È meglio non fare la mammografia perché sono solo radiazioni?

L’esame espone ad una quantità di raggi X che, grazie ai progressi tecnologici, è stata ormai drasticamente ridotta. Inoltre, la periodicità consigliata per la mammografia (ogni 2 anni) è stata stabilita in modo tale che i benefici di una diagnosi precoce superino i possibili rischi legati alle radiazioni (1). Oggi abbiamo a disposizione, gratuitamente, programmi di screening per la prevenzione del tumore al seno che coinvolgono le donne di età tra i 50 e i 69 anni (2).

C’è chi pensa che lo screening mammografico sia inutile perché, a volte, vengono diagnosticate come pericolose lesioni che in realtà non lo sono o possono essere date false positività che turbano profondamente la paziente oppure, ancora, perché si utilizzano radiazioni che di per sé possono contribuire a sviluppare un tumore.
Il tumore al seno è il più frequente nella donna (55.000 su 181.857 diagnosi totali stimate per le donne,  nel 2020) ed è la seconda causa di morte per cancro nella popolazione generale (3). Se la mammografia è dannosa quale sarebbe l’alternativa proposta? Non fare nulla ed aspettare che il tumore divenga palpabile? No… si deve cercare il tumore quando è in fase iniziale e non ha ancora provocato molti danni. La mammografia ce lo consente in quanto identifica noduli anche di piccole dimensioni (inferiori a 1 cm) (4). Se il tumore è piccolo aumentano le possibilità di guarigione e l’intervento chirurgico è meno aggressivo.
Con la diagnosi precoce muoiono meno donne… donne molto più attente alla loro salute e molto più informate rispetto al passato!

1. Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). Neoplasie della mammella. Linee guida 2021 
2. Ministero della Salute. Tumori e screening 
3. Associazione italiana dei registri tumori (AIRTUM), Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), Ministero della Salute. I numeri del cancro in Italia 2020 
4. Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC). Screening per il tumore al seno 

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