Il WI-FI provoca l’aborto?

FALSO

Il termine Wi-Fi (Wireless Fidelity) viene utilizzato nel campo delle telecomunicazioni per indicare una connessione tra dispositivi che avviene senza fili (wireless). E’ utilizzata normalmente per connettere computer, tablet e smartphones ad un router per condividere l’accesso ad internet.

La bufala del Wi-Fi assassino, e in particolare come causa di aborti, è costruita citando studi inesistenti. Infatti, affinché ci sia una alterazione del DNA, con conseguente rischio di sviluppare tumori o altre patologie, occorrono onde elettromagnetiche ionizzanti, ovvero quelle con un frequenza tipica della radioattività. 

I router Wi-Fi trasmettono informazioni utilizzando radiazioni non ionizzanti: ciò significa che la lunghezza d’onda è inferiore a quella della luce (spettro ottico) e, in questi casi, non vi sono rischi di alterazione delle molecole. Recenti indagini, hanno infatti evidenziato che l’intensità dei campi a radiofrequenza è massima in corrispondenza della sorgente per diminuire rapidamente all’aumentare della  distanza. Dal momento che nessuno utilizza il modem (Wi-FI) vicino all’orecchio, né  annesso al ventre, l’uso di connessioni wireless non sembra poter avere alcuna conseguenza negativa sulla salute né provocare l’aborto. 

Nel 2006, un promemoria, predisposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il grande pubblico “Campi elettromagnetici e salute pubblica stazioni radio base e tecnologie senza fili (wireless)” concludeva che “considerati i livelli di esposizione molto bassi e i dati accumulati fino ad oggi, non c’è alcuna evidenza scientifica che i deboli segnali prodotti dalle stazioni radio base e dalle reti wireless possano provocare effetti nocivi per la salute”.
In conclusione considerata sia l’assenza di rischi accertati, sia i livelli di esposizione molto bassi, il giudizio unanime degli organismi internazionali è che le stazioni radio base non costituiscano un rischio per la salute compresa quella riproduttiva.

  1. http://old.iss.it/elet/index.php? 

2. www.who.int/peh-emf/research/en/

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