Lo Stato non è in grado di sostenere le spese per la salute degli italiani, figuriamoci per quella degli immigrati!

L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali afferma che gli immigrati non sono un problema per la sostenibilità del nostro Sistema sanitario nazionale, contribuendo direttamente a finanziarlo e partecipando alla ricchezza del paese che li ospita.

Gli immigrati, infatti, utilizzano solo il 3% delle risorse e, trattandosi di una popolazione giovane, hanno bisogni di salute generalmente contenuti. I lavoratori stranieri sono 2,4 milioni e producono 131 miliardi di euro di valore aggiunto (il Prodotto Interno Lordo dell’immigrazione rappresenta l’8,9% della ricchezza complessiva prodotta in Italia), con un rapporto costi-benefici in attivo (1).
Tutti gli immigrati definiti “regolari” (extracomunitari con regolare permesso di soggiorno e cittadini appartenenti all’Unione Europea con contratto di lavoro e residenza) sono in tutto circa 5 milioni, sono iscritti al Servizio sanitario nazionale, contribuendo al suo finanziamento attraverso la fiscalità generale (Imposta Regionale sulle Attività Produttive-IRAP, Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche-IRPEF, Imposta sul Valore Aggiunto-IVA), proprio come i cittadini italiani (2).
E gli irregolari? Da anni, del 3% complessivo di spesa sanitaria, solo lo 0,5% è destinato ai bisogni di salute degli immigrati irregolari (3). Per di più, questo dato è calcolato in eccesso, in quanto i ricoveri per malattia e infortuni erogati agli irregolari sono rimborsati con diverse modalità da parte degli Stati di provenienza.

1. Disponibile sul sito: Fondazione Leone Moressa 
2. Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano. Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l’assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province autonome. Gazzetta Ufficiale n.32 del 7-02-2013 Suppl. Ordinario n.9
3. Gruppo tecnico del progetto “Promozione della salute della popolazione immigrata in Italia”. (A cura di). La spesa sanitaria per gli immigratiMonitor. 2008; 7(21)

Torna su