L’infezione da HIV

Il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), scoperto negli anni ’80, è una infezione a trasmissione prevalentemente sessuale, che può essere, in misura minore, trasmessa anche attraverso il sangue, i fluidi corporei e il latte materno (World Health Organization, 2021c). Si tratta di un virus che colpisce e distrugge il sistema immunitario della persona che lo contrae, rendendolo vulnerabile alle più comuni infezioni e al cancro (World Health Organization, 2021a).

Il contagio con una persona affetta da HIV può avvenire attraverso rapporti sessuali non protetti, attraverso lo scambio di siringhe, da madre a figlio durante la gravidanza o l’allattamento e oggi in casi rarissimi attraverso trasfusioni con sangue infetto. L’infezione è spesso asintomatica per lungo tempo, periodo in cui il soggetto che non sa di essere infetto può contagiare altre persone. I primi sintomi sono aspecifici, spesso di tipo simil-influenzale, con febbricola, tosse e mal di testa, ed è proprio in questa fase che il soggetto è più contagioso (World Health Organization, 2021b). Con la progressione della malattia si possono manifestare perdita di peso, diarrea, tosse e infezioni chiamate “opportunistiche”, causate da germi normalmente non patogeni in grado infettare soggetti con un sistema immunitario compromesso (Ministero della Salute, 2020).

Non esiste ancora una cura definitiva per la malattia, ma i farmaci antivirali disponibili sono in grado di bloccare il virus ed hanno reso l’HIV una malattia cronica con la quale convivono oggi oltre 37 milioni di persone nel mondo (World Health Organization, 2021). È importante sottolineare che un paziente in trattamento farmacologico, cessa di essere contagioso e che in ogni caso, il contagio non può avvenire con una stretta di mano o attraverso comportamenti socialmente appropriati (World Health Organization, 2021).

I soggetti non trattati con i farmaci, o quelli che presentano la malattia avanzata, possono andare incontro alla sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), la forma avanzata dell’HIV (World Health Organization, 2021) che è diventata una forma più rara proprio con l’avvento delle nuove terapie.

Ogni persona a rischio, o che abbia il sospetto di aver contratto l’infezione, dovrebbe effettuare il test per la diagnosi dell’HIV e in caso di esito positivo essere indirizzata nei centri in grado di prendere in carico e prescrivere ai pazienti, la terapia antivirale. I comportamenti sessuali a rischio, ovvero i rapporti sessuali con partner occasionali e senza l’utilizzo del preservativo, restano tuttora, il maggiore veicolo di contagio dell’infezione (World Health Organization, 2021).

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